I CAMMINI

Mistica o economia?

Volete scoprire il Mezzogiorno? Lasciate l’auto e andate a piedi! O se proprio serve, usatela per arrivare al punto di partenza! Poi chiudetela, lasciatela in un parcheggio, caricatevi lo zaino in spalla e partite! Ovviamente ben equipaggiati! A seconda dei cammini e delle stagioni! Servono scarponi e/o robuste scarpe da trekking, abbigliamento adeguato, mappe, cellulari che funzionino, un sacco a pelo per le emergenze o le scelte che vi si presenteranno! Una borraccia! Due è meglio! Di quelle che usavano i militari ben protette in un panno di fustagno contro il sole ed il resto. E poi le prenotazioni presso alberghi, case di accoglienza, case del Pellegrino. Insomma fate voi! E tanto allenamento, ovviamente! Non si affrontano i cammini senza preparazione fisica. I trucchi o i segreti per preservare piedi e forza d’animo, beh quelli li scoprirete strada facendo. E strada facendo scoprirete finalmente le infinite facce del Sud! Il Sud sconosciuto delle cosiddette aree interne! Il Sud delle colline e delle montagne estranee al glamour, della natura spontanea o selvaggia come voi volete denominare o considerare. Il Sud delle poche pianure, che ti fanno scoprire l’infinito. E te lo fanno toccare anche. Vivere pure! Perché l’infinito è la porta del paradiso. Ma, come noto, la strada del paradiso è impervia e necessita di impegno e fede ed anche di resistenza alle tentazioni. Tentazioni di una bella stanza, di un buon letto, di allegre compagnie, di spostamenti rapidi… insomma roba così. Che se riesci a mettertele alle spalle, ti si apre la strada della conoscenza.

Una conoscenza in linea con dio e la natura!  Niente a che vedere con le scelte di Lucifero e con l’alternativa inferno/paradiso. Quella è materia per filosofi, comunque per gente più o meno tormentata, in cerca dell’assoluto. Che, attenzione, si può  trovare lungo i cammini. E non è neanche raro che succeda! Sui vecchi tratturi delle transumanze. Lungo i sentieri delle montagne, sulle vie per i santuari, i monasteri e le abbazie nascoste dappertutto in questo benedetto e scalcagnato Sud. Lungo le strade che conducono ai borghi, ai paesi ed  alle piccole città! Tutti quei luoghi  che adesso si stanno spopolando. Rischio desertificazione lo chiamano gli specialisti. Che poi ormai più che un rischio è una realtà! Con i ragazzi  che scappano! E i vecchi che muoiono. Mentre di bambini nemmeno l’ombra! E scopri castelli di tutte le fogge e di tutte le dominazioni che si sono succedute  da queste parti. E cattedrali romaniche e preromaniche. Gotiche, anche, con influssi nordici e pure arabi. E di templi antichi, consacrati agli dei dell’Olimpo. E testimonianze del sincretismo mediterraneo capace di produrre culture e monumenti irraggiungibili per chi vuole fare da solo. Provate a costruire castelli e chiese, palazzi e tutto quel che volete, chiamando maestranze e artisti o architetti arabi e ortodossi o bizantini, ebrei e cattolici.

Vedrete che risultato! Ecco se andate in cammino tra la Sicilia e la Campania, tra la Puglia, la Calabria e la Basilicata, in Sardegna e tra gli Abruzzi ed il Molise, e su, su fin sopra Roma ed ancora oltre per l’Italia,  lo scoprirete! E scoprirete che i grandi imperatori, i grandi santi, i grandi artisti, i grandi pensatori si mischiavano con la gente umile  che viveva nei contadi e frequentava le Chiese Rupestri anche, che, attenzione, nascondono, quelle pure,  capolavori che non sfigurano con la Cappella Sistina e le Stanze  Vaticane o, che so io,  gli Uffizi. Per esempio. E scoprirete che il Mezzogiorno delle aree interne non è  poi così male! Anzi! Il guaio, se mai, sta nel fatto che se le sono  dimenticate  per troppo tempo le aree interne. Come il resto del Mezzogiorno, d’altronde. E intanto voi incrocerete  mandrie di mucche che pascolano da sole e greggi guidati da cani pazienti quanto superbi nella loro azione. E Ovviamente intere regioni straripanti di biodiversità, di prodotti, di piante e fiori magici. Ne so qualcosa io che, senza l’olio del fiore d’iperico del Tavoliere e dei pianori del Gargano, non avrei potuto contare sulla fedeltà dei miei piedi ed a nulla sarebbe servita la determinazione del mio spirito!

E scoprirete coltivazioni e produzioni che non immaginavate! E attraverserete, come antichi pellegrini,  campi di grano sterminati senza un albero ed un confine e contrade piene di muretti a secco, appezzamenti di terreno grandi e lussureggianti nelle loro coltivazioni orticole, lucenti di oliveti e di vigneti e  piccoli fazzoletti di terra pieni di alberi di ogni tipo e  presidiati da umili costruzioni di campagna che d’un tratto lasciano spazio a imponenti casolari, masserie, torri, castelli e palombari da lasciare con il fiato sospeso! E allora ti viene più di qualche dubbio che tu questo Sud meraviglioso, proprio non lo conoscevi. Non sapevi nemmeno che esistesse! Tutta colpa della cultura metropolitana a ben guardare! Se non sei in mezzo al casino, non sei da nessuna parte! Se non entri in un posto affollato ed alla moda, stai perdendo il tuo tempo! Se non vivi tra grattacieli e gente indaffarata che manda abbracci virtuali anche quando ti  ha  di fronte e tiene  il  telefonino attaccato all’orecchio come una protesi della post civiltà, sei un fallito! Se non ti muovi a perdi fiato tra  auto, aerei, sale da riunioni o discoteche, stadi e ristoranti più  o meno alla moda o locali spuri e raffazzonati con musica orrenda,  sei fuori dal progresso e addirittura dal consorzio umano che corre.

Corre si, verso la propria distruzione. Ma tu non te ne rendi conto! Vale qui e vale ovunque nel mondo! In Cina c’è un miliardo di persone che vive dispersa nelle campagne, in villaggi e tribù, più o meno. Ma quel che si vede sono le megalopoli. Ed in Russia? ed in America? In Africa? In Italia? La vita vera, quella che pulsa è nelle aree interne, sconosciute ai più. Le tendenze di fondo nascono e scorrono in silenzio negli spazi impervi ed immensi! Le mode si formano nelle metropoli o megalopoli! Ma le  tendenze durano a lungo ed informano di se il mondo. Come i grandi fiumi che nascono dove e come  nessuno immagina, magari iniziando dallo sgocciolio  di un rubinetto dimenticato aperto, sotto una grondaia di una baita di montagna un tempo abitata da una vecchia signora e adesso abbandonata a se stessa che, come racconta Claudio Magris , per incanto scava una piccola via  che raccoglie altri sgocciolii lì  intorno e poi piccoli rivoli e poi  flussi  sempre più  consistenti e ruscelli e affluenti che, tutti, si trasformano, per miracolo, nel Danubio che corre e attraversa il continente anelando il Mediterraneo senza trovarlo tuttavia  e rassegnandosi ad arrivare  al Mar Nero, scambiato per il Mediterraneo!

Le mode nascono e muoiono in un giorno o in una stagione. Insomma c’è una ricchezza sconosciuta sepolta lungo i sentieri, tra le valli ed i monti, le campagne ed i borghi, le piccole città e i paesi! Andare lungo i sentieri significa riprendersi ciò che sembrava perduto. O, addirittura, che si pensava non esistesse affatto. Un’intera nuova economia attende. Un’economia che vecchi economisti si ostinano a chiamare in tutti i modi. Circolare, a chilometro zero, ad emissioni zero! Chiamatela come volete! È l’economia del territorio. Fatta a misura d’uomo e di natura. In sintonia con l’Universo. L’unica che può  salvare l’umanità dall’estinzione. Lo si voglia o no! Altri, da molti anni, parlano di “economia delle aree interne”! Senza tuttavia conoscere le aree interne. Spesso. Ed immaginando, per quelle, uno sviluppo scimmiottato sui modelli delle aree metropolitane! Che non funzionerà mai!

Allora ricominciamo dai cammini. Che riportano nel cuore sconosciuto del Sud profondo.  E costruiamo  l’economia dei cammini. Cominciamo da lì a rovesciare i paradigmi vecchi e stantii che stanno distruggendo non solo il Sud ma tutto questo Paese! Inseguendo illusioni più o meno globaliste, atlantiche o cinesi. E dimenticando il Mediterraneo! Ripartiamo dai cammini. Dai sentieri. Dai tratturi. Dalle pianure sconfinate. Dalle colline e dalle zone pedemontane. Dalle montagne piene di parchi inospitali e pieni di fili spinati e di trabocchetti. Dove se ti inoltri in cerca di sentieri o di dio, rischi di perderti e devi affidarti al caso o alla fortuna o all’angelo custode anche, se ci credi, per venirne fuori. Perché lì tu sei un ago nel pagliaio. E sperare che ti vengano a prendere è semplicemente inutile! Solo temporaneamente consolatorio. E ti tocca metterti le gambe in spalla e provarci. Perché  da quelle parti non c’è linea telefonica che prenda e non c’è gps che funzioni ed anche se hai la mappa cartacea è facile perdersi, perché i sentieri si interrompono nel nulla.

Sulle sbarre e nel filo spinato. E senza connessione diventa tutto problematico! E davvero non ti servono le mappe! L’economia delle aree interne? Cominciamo dalle infrastrutture digitali e dalla connessione. Senza di quelle tutto il resto  è aria fritta! Bla bla! Addentrarsi per crederci! Ma lì c’è cultura a non finire. E ricchezza vera. Anche. La Spagna, il Portogallo, la Francia, hanno costruito intere economie sui cammini e sui percorsi religiosi e naturalistici! Il Mezzogiorno non ha eguali al mondo per ricchezza su quel versante. Ma nessuno se ne accorge ! Anzi, chi se ne frega! L’economia balneare, con annessi e connessi, basta e avanza. Un po’  di musei qua e là. Qualche città d’arte più o meno. Il resto? Quale resto? Non c’è resto! Come sarebbe a dire? In Francia c’è un fiorente turismo interno sui percorsi dello champagne e dei vini…

In Italia? Il sogno è il turismo straniero. Le briciole ovviamente che arrivano a Sud perché tutto il resto va da qualche altra parte. Il turismo interno? Cos’è? Non capisco! Spiegati meglio! I castelli, i borghi, le cattedrali, le chiese ed i conventi, i cammini, i sentieri, i tratturi, le transumanze, i pascoli, le masserie, i casali, le torri, le campagne, le colline, le montagne, i parchi?! Lasciati al caso o al volontariato, nel migliore dei casi! Ed a qualche briciola di finanziamento europeo più o meno intercettata! La via Francigena? Un gioiello sepolto che un drappello meraviglioso di pionieri stanno riportando alla luce. Un’intera economia aspetta di crescere intorno alla via Francigena ed intorno ai numerosissimi sentieri e percorsi che attraversano l’Italia intera e disvelano un Mezzogiorno solo in minima parte noto e conosciuto. Le economie delle aree interne? Si! Ripartiamo da lì! Cominciando dalla connessione! E dalla sicurezza! Che non possono interrompersi al di là di un qualunque gard rail di un’arteria che attraversa con gli occhi ben chiusi una montagna, un bosco, una campagna. Semplicemente. E costruiamo su di esse una grande proposta che disveli nei cammini straordinari percorsi di sviluppo e conoscenza e benedica nei pellegrini, viaggiatori e camminatori, altrettanti messaggeri ed ambasciatori del Sud in Italia ed all’estero! Si può fare! Perché no?!

N.d.R.

Antonio Corvino, di origini pugliesi, napoletano di adozione è un saggista ed economista di lungo corso, da sempre attento alle tematiche territoriali e sociali. Per il suo articolo si è ispirato al cammino da lui recentemente percorso sulla via Francigena (Micaelica) che da Troia raggiunge Monte Sant. Angelo sul Gargano in Puglia, sede della grotta santuario dell’Arcangelo Michele (500 d.C.). L’articolo tende a valorizzare questo patrimonio culturale e fisico del Sud ma anche di altre zone d’Italia, ma evidenzia i necessari miglioramenti perché questi cammini possano decollare ed essere usufruiti da quanti decidono di fare questa particolare esperienza, come avviene in molti paesi esteri. Due punti importanti da migliorare, la segnaletica e la connessione telefonica e digitale, pur nel rispetto della natura del cammino.

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