Agerola: un volano di sviluppo del Meridione

Agerola

PAESAGGI DEL SUD

Con questo articolo Politica Meridionalista inizia un viaggio nei paesaggi del Sud Italia con l’obiettivo non solo di valorizzare e far conoscere un patrimonio turistico e culturale di qualità, ma anche di raccogliere dai protagonisti del territorio progetti, idee e suggestioni. La valorizzazione dei territori rappresenta un importante volano di sviluppo non solo dei territori costieri, ma anche delle aree interne, tuttavia occorrono maggiori investimenti per migliorare le strutture di collegamento e i servizi di connessione elettrica e digitale. 

 

Adagiata alle pendici della collina dei Monti Lattari, a 600 m. sul livello del mare, Agerola è una perla rara del territorio campano. Le prime tracce della presenza umana nel territorio risalgono alla prima età del ferro, come testimoniato dal rinvenimento, in località Casalone nella frazione di Bomerano, di una necropoli del nono sec. a. C attestante un insediamento degli Osci. Di vocazione prevalentemente agricola, in epoca romana la zona era ricca di “ville rustiche”, per cui si suppone che fosse ampiamente coltivata. A seguito dell’eruzione del Vesuvio, nel 79 d.C., si registrò un certo spopolamento, ma, dopo la fine dell’Impero Romano, parallelamente al costituirsi del Ducato Amalfitano, l’area si ripopolò, sviluppandosi nelle sue attuali frazioni: San Lazzaro, Campora, Santa Maria, Pianillo, Ponte e Bomerano. Molteplici sono le ipotesi sull’etimologia di Agerola, secondo alcuni riconducibile al latino Ager=campo. Secondo altre tesi il toponimo deriverebbe invece da Aëreus=luogo elevato o da Jerula=gerla, forse per la forma a conca dell’altopiano su cui sorge, ricco di lussureggianti sentieri dagli scorci mozzafiato. Famosissimo il “Sentiero degli Dei”, uno dei percorsi naturalistici più frequentati al mondo, meta di un turismo internazionale sempre più attivo e ormai destagionalizzato, che rappresenta uno dei principali poli di convergenza del Meridione. Ma, oltre ad essere un gioiello paesaggistico e un’ambita meta escursionistica, Agerola è anche Cultura e molto altro ancora. Molteplici sono infatti le iniziative che vi si svolgono in ogni periodo dell’anno, quali il concerto “L’Alba Magica”, il “Festival Agerola sui Sentieri degli Dei”, “Agerola World Music Festival”, la rassegna artistica “Agerola Arte”, l’Amalfi Coast Trail, eventi di musica, poesia, lettura, manifestazioni sportive ed enogastronomiche (va ricordato che Agerola vanta una gastronomia dalle origini antichissime), workshop, laboratori su temi di attualità, per citarne solo alcuni. Da segnalare inoltre Palazzo Acampora − antica dimora storica che rappresenta un raro esempio di architettura patrizia risalente al diciottesimo secolo − e il Museo Etnoantropologico Casa Della Corte, che raccoglie le testimonianze dei più antichi insediamenti antropici e, oltre all’importantissima sezione archeologica, custodisce oggetti di uso comune che testimoniano le varie fasi storiche della vita del luogo. Si può dunque affermare che Agerola rappresenti uno dei principali attrattori culturali ed economici del territorio campano proiettato a 360 gradi in una prospettiva di sviluppo e di valorizzazione delle risorse del Mezzogiorno. Tema questo che abbiamo avuto modo di approfondire grazie a due figure di spicco: Giovanni De Falco e Francesco Fusco.

Agerola
Giovanni De Falco

Giovanni De Falco − La valorizzazione del territorio attraverso progetti a medio e lungo termine

Se parliamo di progetti, dobbiamo contestualizzare Agerola rispetto alla costiera, che ha visto una trasformazione costante nel tempo, nel senso che da paese di villeggiatura è diventato comune. Un tempo Agerola ospitava le famiglie di villeggianti che vi si trasferivano per mesi interi, anche perché all’epoca c’erano condizioni diverse rispetto alle ferie, adesso ciò non è più possibile e ciò ha trasformato il suo patrimonio immobiliare da case per villeggiatura a B&B e case vacanza. Agerola è uno dei paesi che almeno qui in Costiera ha avuto la trasformazione più sensibile da questo punto di vista, si arriva a 2500 posti letto tra alberghi e B&B e, dagli ultimi dati disponibili, risulta che l’anno scorso, solo come quota per le tasse di soggiorno, sono state registrate 150.000 giornate di presenza, un incasso ragguardevole.  Tali introiti sono stati devoluti dal Comune a favore di migliorie per il paese, sia in termini di impianto urbanistico − ad esempio costruzione di marciapiedi, muretti, giardini − sia in direzione di investimenti relativi ad attività culturali, quali il “Festival Sui Sentieri degli Dei” che si organizza ormai da anni.  Malgrado le restrizioni dovute alla pandemia COVID-19 e al contingentamento delle persone che assistevano agli spettacoli, anche lo scorso anno il Festival è stato organizzato, sebbene con un numero di spettatori più ridotto rispetto alle precedenti edizioni. Nonostante le indubbie difficoltà, non abbiamo rinunciato alla possibilità di organizzare il Festival e speriamo di non rinunciarvi neanche quest’anno, per dare una continuità a questo evento così importante dell’Alta Costiera Amalfitana.  L’evento il prossimo anno cade subito dopo le elezioni, che si svolgeranno a maggio, bisognerà sperare che, nel rinnovare la giunta comunale, sia possibile conservare questo tipo di attività. Sono molto fiducioso, poiché eventi come il Festival, insieme ai percorsi naturalistici dei sentieri, sono diventati degli attrattori per il territorio che hanno ricadute non solo su Agerola ma sull’intero comprensorio. L’aspetto più importante è l’accesso dei cittadini alla gestione diretta del proprio territorio e del proprio comune. Questo è un dato molto significativo perché evidenzia la volontà di partecipare, di dare idee, di discutere e di confrontarsi in merito a particolari settori, quali l’energia, il welfare, l’ambiente, il sociale. Qui sul territorio c’è una larga partecipazione e questa è una cosa che, io che vengo da una città come Napoli, ho molto apprezzato. La realtà di Agerola è molto presente in tutte le tematiche legate al territorio e questo è un segnale molto positivo per riuscire a stabilire percorsi di sviluppo e di crescita. 

Agerola
Francesco Fusco

Francesco Fusco  Agerola e i suoi sentieri: un turismo destagionalizzato motore propulsivo dell’economia del Meridione

Agerola è definita “la Terra degli Dei”, da cui prende il nome il sentiero più famoso tra i suoi percorsi naturalistici, ossia “Il Sentiero degli Dei”, che collega la frazione di Bomerano alla parte alta di Positano, Nocelle, ed offre alcuni degli scorci più suggestivi della Costiera Amalfitana. In tempi remoti fu avanzato il progetto di costruire una strada di comunicazione fra i due comuni, progetto che fu poi riproposto all’inizio degli anni ’90 ma che incontrò l’opposizione di un gruppo di ambientalisti del quale facevo parte anch’io. Furono svolti dei sit-in di protesta, vi fu un’interrogazione parlamentare e si riuscì così ad impedire che questa strada di collegamento fosse costruita, per cui Agerola ha il suo “Sentiero degli Dei” proprio perché questo progetto fu abbandonato. I Monti Lattari sono un ramo degli Appennini che si spinge fino a Capri, che un tempo era unita alla terraferma, attaccata a Punta Campanella. La vetta più alta dei Monti Lattari è Sant’Angelo a Tre Pizzi, che raggiunge 1440 metri. Le rocce che si incontrano sul sentiero sono sedimenti calcarei marini emersi, la cui parte più prominente è alta 1400 metri e che continuano nella profondità del mare fino a 3 km. Adatto a chi ama il trekking e la natura, il “Sentiero degli Dei” è diventato un punto di riferimento a livello mondiale e attira un turismo ormai destagionalizzato che abbraccia tutte i mesi dell’anno, in particolare da marzo a ottobre, anche novembre, ma anche in inverno si registrano numerose presenze. Gli escursionisti vengono da ogni parte del mondo, poiché il Sentiero è considerato una tappa irrinunciabile per chi visita questo territorio. Grazie all’attenta politica dell’amministrazione locale, il Sentiero ormai è diventato famoso quasi come il Cammino di Santiago di Compostela e anzi, in alcuni periodi, è anche troppo affollato, per cui sarebbe auspicabile decongestionarlo e provare a far conoscere anche gli innumerevoli altri sentieri di Agerola, forse meno pubblicizzati ma altrettanto ricchi di fascino. Sono almeno una dozzina gli altri sentieri che collegano i vari punti del Parco Regionale dei Monti Lattari. Agerola ha una posizione fantastica perché si trova proprio al centro di questa rete di sentieri ed è totalmente attraversata dall’Alta Via dei Monti Lattari, che rappresenta una sorta di “autostrada” di tutti quanti i sentieri della Penisola Sorrentina che inizia a Cava dei Tirreni e finisce a Punta Campanella. Il CAI ogni anno organizza un percorso di diversi giorni, per cui chi lo desidera può pernottare in quota con le tende, un’esperienza davvero unica. Il “Sentiero degli Dei” è come se fosse la bretella di collegamento con l’Alta Via e infatti si divide in “Sentiero Alto” (che va da Bomerano e si conclude a Santa Maria Del Castello, che è il più difficile perché si procede in altura) e “Sentiero Basso” (quello che porta a Nocelle e che presenta tratti in discesa). Questo tipo di turismo porta grandi flussi di mobilità, pertanto, si può certamente affermare che la rete sentieristica di Agerola è diventata un importante volano dell’economia del Meridione, anche perché si tratta di un turismo “a basso impatto”, che può solo crescere in prospettiva futura, in direzione di una valorizzazione del territorio di ampio raggio.

Giovanni De Falco è nato a Napoli nel 1956. Architetto e giornalista pubblicista, è Presidente dell’IRES Campania. Da giugno 2019 è Coordinatore dell’Alleanza degli Istituti Meridionalisti. Nel 2014-2015 ha rappresentato la CGIL Campania in un progetto Internazionale sulle politiche di sviluppo sostenibili. Con nomina del Sindaco di Napoli, ha fatto parte della Commissione per la Toponomastica del Comune di Napoli (1994/2012). Ha svolto attività di docenza (2009-2010) per attività di orientamento al lavoro presso l’Università di Napoli “Parthenope”. Dal 1990 al 1996 ha ricoperto l’incarico di responsabile dell’Osservatorio sulle Trasformazioni dell’Area Metropolitana di Napoli. Dal 2021 è membro della Consulta Nazionale per le Politiche Industriali.

Francesco Fusco, nato a Napoli, vive e lavora ad Agerola, un paese che sovrasta parte della Costa d’Amalfi. Laureato in Scienze Politiche, si occupa di formazione e progettazione per le scuole. Occasionalmente svolge attività di guida escursionista ed è un conoscitore esperto dei sentieri dell’Alta Via dei Monti Lattari. Appassionato di montagna, ma anche di letteratura anglosassone, cinema e arte contemporanea, tra le sue molteplici attività, ama scrivere articoli di attualità e racconti brevi.  

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Photo & Video Credits: EMEDIA COMMUNICATIONS

Lorena Coppola