Il Presidente Nicola Squitieri, il Segretario generale Francesco Saverio Coppola, il Comitato scientifico culturale dell’Associazione internazionale Guido Dorso, la Direzione della Rivista Politica Meridionalista – Civiltà d’Europa esprimono il loro profondo cordoglio per la perdita di Emanuele Macaluso, Premio Guido Dorso nel 2004 per la politica. Per onorare la sua memoria ci è gradito riportare il pensiero di un altro premio Guido Dorso per la politica, Umberto Ranieri, e ripubblicare il discorso, con annessa motivazione della giuria, che Emanuele Macaluso fece nel 2004, quando gli fu consegnato il premio dal Presidente del Senato Marcello Pera.

Emanuele-Macaluso

Umberto Ranieri, che ha scritto un libro per Rubettino editori “Eravamo comunisti”, così lo ricorda in un comunicato emesso da Rubettino editori: Scompare con Emanuele Macaluso un combattente politico della sinistra italiana, dotato di una vivida intelligenza e di una grande umanità. Scompare un uomo libero, con una capacità di totale disinteresse personale. La soglia avanzata della vita raggiunta non gli ha impedito di continuare a riflettere e scrivere sulla vicenda politica italiana, a battersi per rilanciare una sinistra che lui voleva si ispirasse a idealità socialiste. In un’epoca di sfrenata personalizzazione della politica, di smania di protagonismo, Emanuele richiamava alla serietà, al rifiuto di ogni affabulazione, al senso di responsabilità verso i lavoratori e verso il Paese. Aderì al Pci nel 1941 ancora nella clandestinità. Fu sindacalista in Sicilia negli anni degli assalti della mafia di Salvatore Giuliano alle organizzazioni del movimento operaio. Fu dirigente del Pci, nel tempo in cui quel partito fu una straordinaria comunità umana, collaborò con Togliatti, Longo, Berlinguer. Collaborò sempre lealmente ma senza conformismi ed acquiescenze burocratiche. Dicendo sempre con limpidezza il suo pensiero sulle vicende politiche e sulle scelte del Pci.

Emanuele fu legato a Giorgio Napolitano da comuni pensieri politici e da un’amicizia intensa durata un’intera vita. E, insieme a Giorgio, condusse le battaglie dei miglioristi. Emanuele comprese prima di altri la necessità di uscire dai vecchi confini del Pci. Sostenne tuttavia che c’era un grande patrimonio anche morale che non andava disperso. Per Emanuele il passato andava analizzato seriamente e l’analisi non poteva essere sostituita con sentenze liquidatorie. Il passato non andava rimosso se si voleva rendere comprensibile l’evoluzione e la trasformazione attraverso cui eravamo passati per giungere ad una nuova forza politica della sinistra. Nei suoi libri lo sforzo di ricerca autocritica sulla storia del Pci era schietto e autentico ma combatteva contro le campagne di radicale svalutazione dell’esperienza storica di quel partito. Con Emanuele era bello discutere. Colpiva la sua disponibilità al dialogo sulla vita, le difficoltà e le ansie della esistenza. Era bello farlo negli incontri conviviali, dinanzi ad un bel bicchiere di vino rosso magari della sua amata Sicilia. Mancherà a tutti coloro che con lui si sono battuti per rilanciare il ruolo e la funzione della sinistra italiana, mancherà la sua critica alla demagogia e al giustizialismo, mancherà la sua intelligenza politica e la sua umanità.

Emanuele-Macaluso

LA CULTURA RIANIMERÀ IL DIBATTITO

Discorso di Emanuele Macaluso tenuto per l’assegnazione del Premio Guido Dorso nel 2004:

Ringrazio il Presidente del Senato, Marcello Pera, e la commissione giudicatrice per l’onore che mi hanno voluto fare assegnandomi questo premio, a me particolarmente gradito perché Guido Dorso è stato uno dei primi autori che da giovane ho letto, amato e cercato di capire. È stato un autore che, pur non rientrando pienamente in quelle che erano le mie scelte ideali e culturali, mi ha arricchito facendomi comprendere tante cose diverse da quelli che erano anche i miei convincimenti nell’affrontare la difficile battaglia per il Mezzogiorno. A questa battaglia ho dato il mio modesto ma continuo contributo sia come organizzatore sindacale sia nelle istituzioni, prima dell’assemblea regionale siciliana poi alla Camera dei Deputati ed infine al Senato per oltre quarant’anni, coniugando l’attività nelle istituzioni con l’attività sindacale, politica e giornalistica e soprattutto con l’impegno culturale per comprendere sempre meglio le problematiche legate alla battaglia meridionale. lo mi auguro che questa corrente di pensiero che ha in Dorso uno dei protagonisti, non si spenga e che venga riproposta nei termini nuovi e rimasti anche perché oggi il Mezzogiorno ha più bisogno di ieri di un pensiero e di iniziative forti perché la questione meridionale si è in buona parte oscurata. E in questo c’è una nostra responsabilità. Prima, per lunghi anni, è stata al centro dell’attenzione nazionale ed internazionale e si sono date anche alcune soluzioni. Oggi, invece, mi sembra che ci sia un’attenuazione dell’attenzione da parte di tutte le forze politiche e voglio augurarmi che ancora una volta la cultura, attraverso il ricordo di uomini come Dorso, possa rianimare nelle nuove generazioni questa battaglia per il Mezzogiorno.

Motivazione

Emanuele Macaluso è nato a Caltanisetta nel 1924. Figlio di un operaio delle ferrovie, sin da giovanissimo ha partecipato alla costruzione del movimento sindacale in Sicilia. È stato segretario di Lega”, poi della Camera del lavoro di Caltanisetta e, dal maggio 1947, segretario regionale della Cgil in Sicilia. Da decenni protagonista della vita politica italiana, già senatore della Repubblica, attualmente direttore della rivista “Le nuove ragioni del Socialismo”, Macaluso rappresenta un importante punto di riferimento per la nostra classe dirigente. Refrattario ad ogni dogmatismo e capace di mettere a nudo le ipocrisie Emanuele Macaluso trasmette alle nuove generazioni, anche attraverso un’attenta riflessione teorico-politica e un’ampia pubblicistica, e quello di un’azione tenace di dialogo come forza propulsiva della vita politica che apre nuove prospettive alla crescita dell’Italia.

La sua attività quotidiana contribuisce a sviluppare in Italia un confronto serio e rigoroso, di idee e di progetti, fondato sul rispetto degli avversari, nonché sul senso delle istituzioni. I suoi editoriali costituiscono una pietra miliare nella dialettica politica che ha come base il rispetto per le idee altrui. A Emanuele Macaluso va ascritto il merito di aver dato vita ad una discussione ampia e globale sulla possibilità di creare un rinnovato sistema di valori che aiuti il Mezzogiorno a superare il suo ormai cronico sottosviluppo. Il suo costante e coerente impegno testimonia la concreta possibilità di dialogo anche tra mondi apparentemente distanti, tra culture e tradizioni diverse che, mettendo a buon frutto l’esperienza del passato, costruiscono con consapevolezza il futuro. Macaluso e pertanto portatore di un carico di valori etici preziosi e rende un servizio qualificato a chi intende risolvere le varie questioni che attanagliano.

Premio Guido Dorso
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