
Le parole del Professore Gaetano Manfredi nel giorno del passaggio della campanella fra il Presidente Giuseppe Conte e il Presidente Mario Draghi.
Oggi si conclude il mio mandato da Ministro dell’Università e della Ricerca. Ringrazio il Presidente Mattarella e il Presidente Conte per aver voluto la nascita del Ministero a cui aspiravamo da anni e per avermi dato il grande privilegio di poter servire il mio Paese in un momento così drammatico. Ho cercato di assolvere a questo compito con il massimo impegno, ben consapevole delle tante aspettative che le nostre comunità hanno riposto in questa nuova esperienza. Cedo il testimone a Cristina Messa che, con le sue capacità, saprà rispondere ai tanti bisogni e alle tante necessità del nostro mondo sotto la guida del Presidente Draghi. Ringrazio le donne e gli uomini dell’Università, dell’alta formazione artistica e musicale, della ricerca, gli studenti, i docenti, i ricercatori, il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario che con abnegazione e senso del dovere hanno portato avanti tutte le attività didattiche, di ricerca e di assistenza sanitaria in questi mesi terribili. Sono stato veramente orgoglioso di potervi rappresentare. Adesso massimo impegno in questa fase di ricostruzione, sperando che tutti si ricordino che senza alta formazione e ricerca non c’è sviluppo e crescita. È su questa strada che bisogna insistere riducendo divari e disuguaglianze, creando inclusione e opportunità per tutti. Un ultimo pensiero al mio Sud. Nella mia vita ho sempre testimoniato un Sud che cammina a testa alta, capace di confrontarsi alla pari in Italia ed all’estero. Un Sud fatto da tantissimi giovani di talento che spesso non hanno l’opportunità di crescere e realizzarsi nei loro territori. Nella ricostruzione del Paese non ci dimentichiamo di loro. Io non me ne dimenticherò.

Per noi è un onore ringraziare un uomo di valore che si è speso a favore della Comunità come Rettore della Federico II di Napoli, come Presidente del CRUI e poi come Ministro della Ricerca. Un valido contributo dato al Sud non solo come uomo delle Istituzioni ma anche come componente della giuria per anni del Premio Guido Dorso. Nel 2020 (41° edizione) dopo aver assegnato per anni il Premio Dorso a uomini e donne di valore è stato destinatario, a sua volta, del Premio Guido Dorso per le Istituzioni. La nostra speranza è che lo Stato italiano possa di nuovo valorizzarlo, nell’interesse della Comunità per ruoli che possano contribuire allo sviluppo della ricerca e della alta formazione universitaria. Con l’occasione riproponiamo il suo intervento alla cerimonia di premiazione e la motivazione del premio.
Al Sud occorre investire sempre più su i giovani
Oggi con il Presidente del Consiglio Conte abbiamo inaugurato un nuovo corso di laurea in Medicina a Taranto. La prima iscritta, nell’intervenire, si è commossa: poter frequentare un corso di laurea in una città così martoriata come la sua, ha rappresentato per lei un’occasione di riscatto. Il Mezzogiorno ha un grandissimo bisogno di investire sui suoi giovani, essi rappresentano l’unica leva che potrà portare al cambiamento. Dobbiamo essere in grado di offrire loro un’opportunità per il futuro, osservando un principio di merito e di trasparenza. Questo deve essere l’impegno di tutti e una priorità del nostro Governo; qualunque sforzo e sacrificio deve essere fatto per le nuove generazioni del nostro Meridione, affinché non abbandonino la loro terra. Dai giovani del Sud deve nascere quella nuova classe dirigente di cui parlava Guido Dorso e di cui abbiamo tanto bisogno. Il Recovery Fund è un’occasione unica, forse l’ultima, che non possiamo assolutamente farci sfuggire.

Motivazione
Nato a Ottaviano, si laurea in Ingegneria con lode presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Insegna poi nella stessa Università Tecnica delle Costruzioni dal 1998, prima come professore associato e poi come professore ordinario. Dalla laurea in Ingegneria, a docente, a prorettore, a rettore: l’Università di Napoli “Federico II” – la più grande del Mezzogiorno – ha visto le tappe di un prestigioso percorso accademico, culturale e civile di Gaetano Manfredi; un percorso segnato anche dalla presidenza della Conferenza dei Rettori delle università italiane e, da un anno, dalla nomina a Ministro dell’Università e della Ricerca. Ricordiamo il suo impegno come presidente del CRUI a sostenere la ricerca e i finanziamenti all’Università, volano imprescindibile per lo sviluppo del Paese. Al centro del suo impegno il Prof. Manfredi ha sempre posto valori quali l’inclusione, le competenze ed il merito. Sotto la guida di Gaetano Manfredi la Federico II ha raggiunto importanti traguardi nel campo della didattica, della ricerca e dell’alta formazione.
Significativa, sotto il suo governo, l’apertura al sociale dell’università e alle diverse tematiche territoriali dello sviluppo del Mezzogiorno in una visione nazionale ed europea. In queste direzioni va in particolare registrata la nascita del campus di San Giovanni a Teduccio, che ha inserito la città di Napoli ai primi posti nel settore dell’innovazione a livello internazionale, riqualificando socialmente e culturalmente una periferia. L’eredità più grande del suo mandato da rettore è stata l’inaugurazione della Apple Ios Developer Academy: la prima scuola europea per sviluppatori di app nata nel quartiere di San Giovanni a Teduccio a Napoli, grazie alla partnership con l’azienda di Cupertino. Non solo. Come rettore ha anche operato molto bene per migliorare la posizione della Federico II, come visibilità e come professori che ha portato nelle diverse facoltà, ma anche un amministratore attento ai problemi di bilancio e alla gestione dei fondi.


L’Associazione internazionale Guido Dorso. Costituita a Napoli nel 1970, è la terza associazione meridionalista, ancora in essere, dopo l’A.N.I.M.I e lo Svimez. Presidente è Nicola Squitieri, Segretario generale Francesco Saverio Coppola. Le sue finalità sono quelle di incoraggiare e promuovere, sopratutto nelle nuove generazioni l’interesse, lo studio e le attività di ricerca, di divulgazione, utili a favorire la risoluzione dei problemi del Mezzogiorno e a valorizzarne le risorse in una visione nazionale, europea e mediterranea.
L’Associazione edita, dal 1972, la rivista di cultura ed economia “Politica Meridionalista-Civiltà d’Europa”, rivista che nel 2022 compie 50 anni di ininterrotta attività, mantenendo accesa la fiaccola del risveglio e dello sviluppo del Mezzogiorno. Dal 1970 viene promosso il Premio Internazionale “Guido Dorso”, giunto alla 42a edizione, che si tiene a Roma, al Senato, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Senato. Il Premio Dorso si avvale anche del Patrocinio dell’Università degli studi di Napoli “Federico II” e del Consiglio Nazionale delle Ricerche e di alcune tra le più prestigiose università straniere. Il Premio a carattere interdisciplinare, ha come primaria finalità non solo quella di segnalare alla pubblica opinione giovani studiosi e ricercatori dell’area meridionale del nostro Paese. ma attribuire riconoscimenti a personalità italiane e straniere del mondo politico, istituzionale, economico, scientifico e culturale che hanno contribuito contribuiscono con il pensiero, le opere, le azioni e l’immagine allo sviluppo e al progresso del Mezzogiorno d’Italia. Hanno ricevuto il Premio Dorso: 44 giovani neolaureati, 298 esponenti del mondo politico, istituzionale, economico, scientifico e culturale di cui 41 operanti all’estero di origine italiana, nonché i Presidenti della Repubblica Leone e Napolitano e i Premi Nobel Dulbecco e Modigliani. Un bilancio di grande valore che, a buon diritto, dimostra che la cultura meridionalista non è tramontata, ma è, anzi, più che mai viva e che gli obiettivi perseguiti sono stati, in gran parte, raggiunti anche in quegli anni in cui il Mezzogiorno sembrava essere stato cancellato dall’agenda dei problemi nazionali.. Dal 2005 il Presidente della Repubblica ha destinato, nell’ambito del Premio una propria Targa di rappresentanza appositamente coniata dalla Zecca dello Stato) che l’Associazione Dorso assegna annualmente ad una istituzione scientifica, economica, culturale che operi per favorire il processo di sviluppo del Mezzogiorno.
I consensi provenienti da vari settori del mondo scientifico-culturale, che hanno accompagnato in modo crescente il Premio Dorso, vanno certamente ricondotti all’aver voluto legare l’iniziativa al nome prestigioso di un Uomo – Guido Dorso (1892 – 1947) – che individuò nella questione morale e nel rinnovamento della classe dirigente meridionale, il momento centrale ed imprescindibile di ogni azione di risveglio del Mezzogiorno. Un messaggio politico e morale, dunque, ancora oggi di grande attualità. Da sempre l’Associazione Dorso ha sostenuto la necessità, da parte delle varie istituzioni meridionaliste, di fare squadra attraverso un impegno corale per poter vincere insieme le sfide che si presentano per il Mezzogiorno, obiettivo quest’ultimo che vede, in tempi recenti, una sua prima concreta realizzazione nell’aver dato vita nel 2019, insieme ad altri Istituti di consolidata esperienza ad una Alleanza degli Istituti Meridionalisti (A.I.M). Per la pregevole attività svolta a favore della diffusione della cultura, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha conferito, nel 2000, all’Associazione Dorso, il Premio della Cultura. L’Associazione si avvale di un qualificato Comitato scientifico-culturale di cui fanno parte Andrea Amatucci (presidente), Gerardo Bianco, Pietro Massimo Busetta, Gianfranco Dioguardi, Adriano Giannola, Cesare Imbriani, Zhenya Liu, Giovanni Magnifico, Nicola Mancino, Antonio Marzano, Luigi Mazzella, Alessandro Pajno, Filippo Patroni Griffi, Paola Pelino, Dominick Salvatore, Giulio Tarro, Giuseppe Tesauro, Fulvio Tessitore, Ortensio Zecchino, Sergio Zoppi.