Le condizioni e le prospettive del Mezzogiorno contemporaneo sono sconvolgenti: basso livello di sviluppo economico, diverso e arretrato sistema di relazioni sociali, debilitato svolgimento di molti aspetti della vita civile, mancato progresso, e via dicendo. A testimoniare tale disagio del tessuto sociale meridionale è il fenomeno dell’emigrazione, la fuga dei cervelli è un esodo inarrestabile in quanto le opportunità di trovare un lavoro ben retribuito o di fare carriera restano un miraggio.

Malgrado le note difficoltà c’è chi ama la propria terra e vuole rimanere per creare valore aggiunto, tra questi spiccano l’imprenditore cavaliere del Lavoro, Filippo Callipo e la sua famiglia.

L’interesse  nella ricerca di esperienze positive “nonostante tutto” ci ha condotto a Maierato, paese in provincia di Vibo Valentia, in cui è situata la centenaria “Giacinto Callipo Conserve Alimentari spa”.

 

  • Come è nato il gruppo Callipo ed il suo successo commerciale?

Callipo Conserve Alimentari nasce 111 anni fa per volontà del mio bisnonno Giacinto Callipo, con il fine di lavorare quel tonno che altrimenti, per la mancanza dei mezzi di comunicazione per portarlo lontano da Pizzo Calabro, sarebbe andato distrutto. Iniziò a conservarlo sotto sale per poi metterlo sotto olio nelle scatole grandi che venivano sterilizzate bollendole nell’acqua calda. Negli anni, grazie al progresso dello stabilimento e delle linee di produzione, la sterilizzazione passò a vapore e vennero introdotte le scatolette più piccole da 80g, si sono oltretutto minimizzati i tempi ed è migliorata notevolmente la qualità. La tradizione e l’amore per il territorio, la meticolosità per la qualità, la soddisfazione dei consumatori, sono da sempre i valori che guidano la nostra famiglia, arrivata oggi alla quinta generazione. Infatti già nel 1926 l’azienda ottenne il brevetto di fornitore ufficiale della Real Casa a testimonianza dell’attenzione verso la qualità totale, diventata, fin dalla fondazione, la mission da seguire per offrire ai propri consumatori prodotti di altissimo livello, sicuri e gustosi.  

Negli anni ’90 ebbi delle opportunità che mi portarono ad investire, così iniziai ad ampliare gli orizzonti nel turismo, nello sport, nell’agricoltura, avviando pian piano il Gruppo aziendale oggi guidato da me e dai miei figli Giacinto e Filippo Maria, composto da:

  • Giacinto Callipo Conserve Alimentari, che opera nel mercato del tonno e delle conserve ittiche
  • Callipo Gelateria, produce e commercializza gelato industriale di qualità artigianale
  • Popilia, opera nel settore del turismo attraverso Popilia Country Resort****
  • Med Frigus, si occupa di stoccaggio, movimentazione, distribuzione di prodotti frozen a temperatura controllata
  • Callipo Sport, società sportiva dilettantistica di volley maschile
  • Callipo Agricoltura – società agricola a responsabilità limitata, si occupa della produzione di materie prime (come fichi, olive, grano e altra frutta) utilizzate per alcune referenze a marchio “Callipo Dalla Nostra Terra”.
STORICO STABILIMENTO

Negli anni, l’impresa ha avuto svariati riconoscimenti a conferma del successo: nel 2014 è stato emesso un francobollo ordinario del valore di € 0,80 dedicato all’azienda nella serie tematica “le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”. Nel 2019 è stata inserita nel Registro delle Imprese Storiche Italiane di Unioncamere per aver esercitato ininterrottamente l’attività per oltre 100 anni e per aver trasmesso alle generazioni successive un fiorente bagaglio di esperienze e di importanti valori imprenditoriali. Nel 2021 ha ottenuto l’iscrizione del marchio aziendale al Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale, istituito presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo. 

 

  • Qual è il segreto della longevità?

Poche parole, il fulcro è come già predetto, la qualità ed il risultato finale. Ho mantenuto quanto sosteneva mio nonno Filippo: “la qualità è il pilastro portante, possono venire meno gli utili, ma la qualità va mantenuta altrimenti si arriva a creare un prodotto uguale agli altri”.

 

  • In un territorio come la Calabria come è stato possibile resistere tutti questi anni?

Nonostante i tanti eventi spiacevoli come quello successo giorni fa al capannone di S. Pietro Lametino, io dico sempre AVANTI TUTTA! Credo nelle forze dell’ordine. Poi penso sia inutile prendere in considerazione vie brevi che porterebbero a risolvere il problema momentaneamente, perché ne sorgerebbero con il tempo tanti altri. Però personalmente non parlerei di “resistenza” in Calabria, non sono in trincea, sono sul mercato e amo la mia terra. I miei figli hanno seguito le mie orme e lo continueranno a fare, vogliono portare avanti questa nostra storia imprenditoriale.

 

  • Come si colloca il Gruppo, in un panorama italiano ed estero?

Con l’azienda storica di conserve ittiche fatturiamo circa 80 milioni e ci collochiamo in un mercato medio/alto dal punto di vista della qualità e di conseguenza anche con il prezzo ci troviamo più alti, essendo un prodotto di largo consumo; è una qualità la nostra che ci viene riconosciuta perché si inizia con la scelta del pesce, rispettando le norme ambientali ed evitando la mortalità dei delfini. Il nostro prodotto, una volta pescato viene immediatamente congelato, poi segue una catena del freddo fino ad arrivare allo stabilimento in cui si procede dalla cottura all’invasettamento manuale fino ad arrivare alla stagionatura, processo di rilevante importanza.  

Nel dettaglio, la GDO genera circa il 54% del giro d’affari globale dell’azienda, a seguire ingrosso e catering (16%), dettaglio specializzato (6%), estero (16%) e altro (8%).

I principali mercati esteri sono: Cina, Middle East, Usa, Germania e Canada. Il portafoglio dei prodotti comprende oltre 200 referenze per 4 marchi: Callipo, Callipo Dalla Nostra Terra, Mister Ton e Rosa dei Venti. Quindi da qualche anno ci siamo espansi anche all’estero,  sebbene prevale sempre la scelta di non delocalizzare la produzione, il nostro gruppo è attento a garantire la qualità del prodotto Made in Italy.

STORICA LAVORAZIONE DEL TONNO

 

 

  • Nelle vesti di imprenditore, quanto pesa avere un’attività nella nostra regione?

Purtroppo pesa abbastanza perché abbiamo dei servizi scarsi, ci sono difficoltà nei collegamenti, vige una mentalità burocrate arretrata, pertanto i nostri giovani decidono di andar via e si parla della cosiddetta “fuga dei cervelli”. Malgrado ciò, il territorio è meraviglioso e la manodopera è composta da persone per bene che vogliono lavorare, questo mi incentiva a continuare ad essere un imprenditore e ad impegnarmi nel mio lavoro.

 

  • Come fa un uomo d’affari a mantenere alta dedizione per il lavoro e avere tempo per la famiglia?

I miei tempi con la famiglia sono parecchio risicati però non sento distacco, non mi sento a disagio, perché vivo al contempo in una grande famiglia che sono i miei 400 collaboratori, loro sono il motore della produttività, artefici e ambasciatori della qualità Callipo e nel mio piccolo cercherò sempre di motivarli e premiarli per il lavoro che svolgono con tanta pazienza e perseveranza.

ATTUALE LAVORAZIONE DEL TONNO

 

  • Cosa ne pensa della progressione tecnologica? Sostituirebbe la manodopera con macchinari innovativi?

MAI, la manodopera ha un valore aggiunto, non c’è macchina, fotocellula o computer che la possa sostituire, soprattutto nell’ambito agroalimentare. Dove vige una manodopera attenta, ci sarà un prodotto superiore proprio come nel nostro stabilimento, la qualità è generata dalla cura che desta la persona verso il prodotto.

 

  • Ci può dare una sua valutazione sui ritorni del PNRR per il Mezzogiorno?

Questo è come si suol dire “specchietto per le allodole”, nulla di concreto, se ne parla da anni, ma non ci sono mai soldi a sufficienza. Ancora le aziende vedono ben poco. Se uno dovesse contare sui soldi che promettono per fare determinate azioni o nuove imprese, non si andrebbe mai avanti.

 

  • Se dovesse indicare degli obiettivi di sviluppo per il Sud, quali ritiene prioritari?

Al centro di ogni buona vivibilità c’è il lavoro, se in un territorio c’è il lavoro, l’economia si muove e l’evoluzione c’è. Qui da noi pullula ancora oggi economia sommersa e lavoro sottopagato.

Ritornando al discorso degli esodi dal Mezzogiorno, questa è una delle principali motivazioni; in quanto se si assume un ragazzo pagandolo 800 euro mensili senza una regolare assunzione, quello scappa.

Non c’è il mammismo di una volta, anche se penso che il nucleo familiare sia molto importante, un ragazzo non può rimanere per la famiglia e fare la “fame”.

FILIPPO CALLIPO E LA SUA “SECONDA FAMIGLIA”

 

Con questa serie di domande si è conclusa una piacevole chiacchierata con il Presidente Callipo, un bell’esempio quello della sua storia imprenditoriale e della sua famiglia, la sfida per il nostro mezzogiorno sarebbe infatti quella di costruire le condizioni per poter rimanere, oltre a quella di riattrarre chi è andato via, per avvalorare la nostra terra. Molti di coloro che sono stati soggetti all’esodo sarebbero disposti a tornare anche con minori opportunità rispetto a quelle che trovano in paesi più sviluppati, purché in presenza di un processo solido e credibile di miglioramento a cui possano contribuire da protagonisti. Per concludere proporrei una riflessione: cosa ne sarà di “casa” se tutti vanno via e nessuno torna? Dopo ogni festa, il Sud invecchia di colpo mentre saluta i suoi figli; dopo ogni diploma, dopo ogni alloro di laurea, impoverisce investendo sulla crescita di chi fiorirà da un’altra parte. Spero che con il passare del tempo qualcosa cambi, spero che tutti noi avremo l’opportunità di rimanere e investire sulle potenzialità della nostra regione. Proprio come negli anni ha fatto la famiglia Callipo, permettendo di colorare di positività un territorio che di positività ha ben poco.

FILIPPO CALLIPO E I SUOI FIGLI GIACINTO E FILIPPO MARIA CALLIPO

IRENE DESIRÉ RUSSO

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here