Nuove risorse per la cultura ”identitaria” del Mezzogiorno

Continua incessante l’impegno del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, per sviluppare piani concreti di rivalutazione e divulgazione della Cultura italiana. Particolare attenzione, il massimo titolare di questo dicastero, sta rivolgendo al Sud Italia ed ancor più a Napoli con grandi opere già realizzate, altre in via di realizzazione ed altre ancora in programma.   Un’opera meritoria che occorreva al Sud come ricordato anche di recente, nel corso di un affollato evento, dal decano dei giornalisti campani Ermanno Corsi ex presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania che, da uomo di profonda cultura, attento a tutto ed a tutti, ha pubblicamente elogiato il ministro Sangiuliano, per la sua operatività e perchè Napoli nonostante abbia tanto da esprimere era stata dimenticata da anni, ed ha affermato: ”la cultura c’è – e noi ci siamo – e dobbiamo prendere atto che per la prima volta il Ministro è un napoletano Gennaro Sangiuliano e per citarne uno precedente occorre risalire a Benedetto Croce 1920, è da allora che Napoli non aveva un ministro della Cultura, allora noi oggi  poniamo proprio l’accento sulla cultura, perché la cultura ci insegna a vivere ed anche attraverso i sogni ci illumina d’immenso”. Il Dl Coesione “Programma Nazionale Cultura per rilancio Mezzogiorno” approvato il 30 aprile dal Consiglio dei Ministri rappresenta poi un altro importante traguardo che il Ministro della Cultura ha raggiunto. Nel Piano saranno privilegiati i progetti suscettibili di determinare un maggiore impatto in termini di valorizzazione dei territori delle regioni coinvolte. Il finanziamento del Piano di azione è pari a 488 milioni di euro, facenti parti delle risorse previste dal Programma Nazionale Cultura 2021-2027. Tra i progetti finanziati c’è quello ‘identità’, finalizzato al restauro e alla valorizzazione dei luoghi e dei monumenti simbolo della storia e dell’identità dei territori. Uno è dedicato ai ‘grandi musei dei Sud’, che punta alla realizzazione o valorizzazione di un museo identitario in ciascuna regione oggetto del programma. Un altro è dedicato a ‘periferie e cultura’, che punta a sostenere gli interventi di rigenerazione socio-culturale di aree urbane caratterizzate da marginalità sociale ed economica. Grazie ai fondi messi a disposizione è prevista anche la costituzione di nuovi corpi di ballo presso le fondazioni lirico-sinfoniche e di nuovi complessi orchestrali giovanili under 35. Nel piano sono previsti anche interventi di riqualificazione energetica e prevenzione e messa in sicurezza dai rischi naturali dei luoghi della cultura oltre alla valorizzazione delle eccellenze italiane dell’artigianato e della creatività in ambito culturale. Presente anche un progetto che punta a sostenere accordi di cooperazione tra le realtà culturali italiane, istituzionali e non, e quelle similari presenti nelle nazioni che si affacciano sul Mediterraneo.  

Il Ministro Sangiuliano durante il Premio Dorso 2008

Più volte – ha commentato il ministro Sangiuliano – abbiamo sostenuto che la cultura può costituire un grande fattore di sviluppo socio-economico per il Mezzogiorno d’Italia, che ha un patrimonio immenso risultante di lunga e prestigiosa storia. Ai tanti interventi già finanziati e già in atto, aggiungiamo, con il decreto ‘Coesione’ il Programma Nazionale Cultura, che contiene tanti contenuti e punti innovativi e qualificanti: un programma identità che punta al recupero e alla valorizzazione di quei beni particolarmente espressivi dell’identità territoriale e nazionale; un progetto ‘periferie e culture’ perché riteniamo che la cultura sia un fattore che integra la qualità della vita dei cittadini e che aiuti a superare le situazioni di degrado e per questo vada diffusa uniformemente a tutti i territori e non restare una prerogativa delle ‘ztl’. Vale, poi, la pena ricordare che l’Unione Europea ha riconosciuto che l’Italia è prima per capacità di spesa dei fondi PNRR in ambito cultura. Questi provvedimenti – ha concluso il ministro della Cultura –  sono la migliore risposta a quei parolai che non hanno neanche il rango di Masaniello”.

Giuseppe De Girolamo

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