
Nell’anno in cui si festeggiano i 150 anni dalla nascita di Enrico Caruso, il Palazzo Reale di Napoli ospiterà il primo museo nazionale dedicato al grande tenore. Lo ha annunciato il ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, nel corso di un incontro con la stampa, svoltosi presso la sala “Giovanni Spadolini” del ministero. È stato reso noto che il museo, la cui apertura al pubblico è prevista per il prossimo 20 luglio, sarà accolto nella monumentale sala Dorica del palazzo reale di Napoli e si tratterà non di una semplice esposizione di cimeli ma di una vera e propria stanza delle meraviglie, con animazioni in 3d e piattaforme multimediali, postazioni e installazioni musicali e cinematografiche, un caleidoscopio di effetti rivolto ad un pubblico eterogeneo che coinvolgerà i bambini come gli appassionati, gli addetti ai lavori e visitatori da tutto il mondo.

”La popolarità globale della canzone napoletana – ha affermato il ministro Sangiuliano nel suo intervento – è intimamente legata al nome di Enrico Caruso. Il suo vissuto personale e il legame con Napoli hanno informato tutta la sua produzione creativa. Ciò nonostante – ha sostenuto il ministro della cultura – Caruso ha avuto un rapporto tormentato con la propria città. Egli portò Napoli nel mondo e ora Napoli, a centocinquant’anni dalla nascita, risana questo vulnus onorandolo con un museo che sorge nello stesso complesso del suo amato Teatro di San Carlo”. Alla presentazione del museo dedicato a Caruso, sono intervenuti con il ministro Sangiuliano; Massimo Osanna, direttore generale dei musei; Mario Epifani, direttore di palazzo reale di Napoli e Laura Valente curatrice del museo Caruso e musicologa.

Nicola Squitieri, nato a Napoli, avvocato, giornalista professionista, ha maturato molteplici esperienze nel campo dei media lavorando con numerose testate tra cui “Il Tempo”, “Il Mattino”, “Roma”, “Napoli-Notte”, “Rai Campania”, “Corriere di Napoli”, Agenzia ASCA. Già direttore responsabile della Rivista Economica “Mezzogiorno d’Europa” edita dall’Isveimer del gruppo Banco di Napoli, ha fondato negli anni settanta la rivista “Politica Meridionalista. Civiltà di Europa” di cui è direttore responsabile. Ha collaborato presso importanti Istituzioni in ruoli chiave, tra cui si citano la Regione Campania e la Presidenza della Repubblica.
Per oltre cinquant’anni è stato tra i protagonisti delle battaglie culturali e civili per il riscatto del Mezzogiorno. Ha fondato nel 1970 il Premio Internazionale “Guido Dorso”, promosso dall’omonima Associazione di cui è Presidente. L’iniziativa, giunta alla sua XLI edizione, si tiene annualmente sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, presso il Senato da cui è patrocinata insieme al CNR, all’Università di Napoli “Federico II” e ad alcune tra le più prestigiose università straniere.
Quale segno di apprezzamento per l’opera di divulgazione culturale svolta, in particolar modo, tra le nuove generazioni, delle tematiche legate al processo di sviluppo delle aree meridionali, è stato insignito di vari riconoscimenti tra i quali, il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana.