
Segnaliamo di Fernando Pisacane una sua ultima opera, a corredo dell’articolo: “il NODO”, olio, acrilici e vernici con carte e oggetti metallici su tavole accostate e preparate a colle, cm. 116,5×74,5, agosto 2021.
Fernando Pisacane riesce a imprimere sequenze di notevole spessore.
Si notano che s’agglutinano nei suoi lavori impasti e quote di voli liberi, innumerevoli salti prodighi, intriganti assalti solipsistici, viaggi intimistici particolari ed essenziali, liberissime interpretazioni, che, ulteriormente, procedono a condensare rassodati e tonificanti chiasmi per alimentare differenziate ed emozionali gemmazioni di carattere e forte caratura. Ha voglia di raccogliere forze, acute rabbie e più che umanissime collere in stesure densamente programmatiche, perché la sua produzione pittorica possa essere variegata e utopica e, nel contempo, altamente catartica.

I suoi procedimenti operativi sostanzialmente racchiudono una frontiera periscopica per illuminare luci di speranza e per innalzare profili di nuovi tessuti sociali e una più coerente geografia umana. Robuste radici ed esplorati ambienti non lo ostacolano e su questi poli attrattivi esprime opere di umori salienti e di partecipazione empatica. Nelle sue parabole panoramiche dispone un sistema di intuizioni e di analisi.
Fernando Pisacane ha esposto con forte successo alla 48^ Edizione del Premio Sulmona nel 2021. E dopo la sua personale allo spazio di Napoli “Lineadarte Officina Creativa”, “KOSMOS Si può mai dire che il mondo sia un prodotto della caduta e dell’ignoranza? Sarebbe una grande bestemmia!”, tra maggio e giugno del 2021, ha proseguito a interessarsi degli “scudi sanniti”. A fine giugno 2021, ha partecipato a “LAQUILART 2021”, coordinata da Giancarlo Ciccozzi e Maura De Meo, con l’opera “Il Santo e la betulla”, tecnica mista su legno, realizzata nel giugno 2021.

Ha donato una sua opera al Museo d’Arte Contemporanea – Pinacoteca di Teora (AV). In un’avveduta programmazione espositiva, elaborata dal sociologo e artista Antonio Ciraci, sarà presente alla Casina Vanvitelliana del Lago Fusaro, a settembre 2022, con un’importante personale. Sarà anche al PAN, appena saprà delle date utili. Insomma, quest’anno sarà di ulteriore lancio per quest’artista da seguire per i picchi di interesse che suscita.

Maurizio Vitiello è nato a Napoli, il 23.07.1951. Nel 1976 entra nell’Amministrazione Statale e nel MiBACT lavora a Milano, Sirmione (BS), Mantova, Napoli; da Funzionario collabora, infine, all’Ufficio Documentazione del Patrimonio Artistico della Direzione Generale del Museo e Real Bosco di Capodimonte, sino al 2018. Nel 1978 si laurea con il massimo dei voti in Sociologia. Ha seguito corsi e stages su temi professionali e culturali. Da libero articolista ha scritto una lunga serie di riflessioni, articoli, asterischi, saggi, note e considerazioni su varie riviste, settimanali, periodici, quotidiani locali e a diffusione nazionale. Ha curato quasi 500 mostre, tra rassegne, personali e collettive, in tutt’Italia. Nel 2004 ha vinto il “Premio Sulmona”, per la sezione “Giornalismo e Critica d’Arte”, consegnato nel Chiostro dell’ex Convento di Santa Chiara; a questo sono seguiti altri tredici premi. Maurizio Vitiello ha collaborato a Politica Meridionalista fin dalla nascita della rivista curando la rubrica mensile “Arti visive”.