
La città di Napoli ha ospitato per la seconda volta la cerimonia di premiazione della sezione del Premio Internazionale “Guido Dorso” dedicata all’area mediterranea. I 2500 anni di Napoli confermano il suo ruolo come uno degli hub strategici del Mediterraneo tra passato, presente e futuro. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Dorso in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Napoli e dell’Università “Federico II”, si è tenuta presso il Centro Congressi della Federico II in via Partenope, con l’intervento del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi e del rettore della “Federico II”, Matteo Lorito e di altre rappresentanze istituzionali. Il prof. Salvatore Capasso, direttore del Dipartimento di Scienze umane e sociali del CNR ha tenuto una relazione sulle prospettive mediterranee. I lavori sono stati aperti da un intervento del direttore del Mattino, Roberto Napoletano. I riconoscimenti quest’anno sono stati assegnati rispettivamente all’Istituto Affari internazionali, presieduto dall’ambasciatore Michele Valensise, per gli studi sull’area mediterranea e al The international Propeller Clubs, presieduto da Umberto Masucci, per il ruolo primario svolto dagli operatori della logistica nei traffici mediterranei. “L’evento organizzato in sinergia anche con altre istituzioni culturali e scientifiche – come ha annunziato Nicola Squitieri, presidente dell’Associazione Dorso – farà da degno e prestigioso prologo alla 46a edizione della cerimonia di consegna dei riconoscimenti delle altre sezioni del Premio Dorso che si terrà il 9 ottobre, al Senato, con l’adesione del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Senato, del CNR e dell’Università di Napoli “Federico II”. Il Premio – ha spiegato Squitieri – intende in particolare valorizzare l’impegno di quanti, persone e organizzazioni, si distinguono nel promuovere e sostenere le esigenze di sviluppo dell’area mediterranea, obiettivi questi ultimi che hanno riscosso la rinnovata sensibile condivisione da parte del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi e del Rettore della “Federico II”, Matteo Lorito”. “Per il Mediterraneo – ha osservato Francesco Saverio Coppola, segretario generale dell’Associazione Dorso – occorre da una parte promuovere una sempre migliore conoscenza e dall’altra puntare sempre più sull’impegno di uomini e donne e di istituzioni che nel quotidiano si battono per avere un Mediterraneo di pace e di sviluppo egualitario, dando vita a una rete del Terzo settore tra i paesi della macroarea come proporremo nel mio intervento. Napoli e il Mezzogiorno, baricentro geografico della macroarea, possono rivestire un ruolo primario. L’evento di Napoli vuole essere uno dei “fari” del Mezzogiorno nel Mediterraneo”.


Intervento di Nicola Squitieri, Presidente dell’Associazione Internazionale “Guido Dorso”
L’impegno dell’Associazione Dorso per la costruzione di una rete associativa euromediterranea

A nome dell’Associazione Dorso mi sia consentito di rivolgere un saluto e un ringraziamento a tutti gli intervenuti e in particolare agli esponenti delle istituzioni nazionali ed estere e del mondo accademico e culturale, agli amici della giuria, del comitato scientifico ed ai premi Dorso delle precedenti edizioni che condividono con noi questo rinnovato percorso di impegno culturale e civile.
Il 2025 è un anno di compleanni importanti, non solo Napoli festeggia i suoi 2500 anni, ma anche il saggio-icona di Guido Dorso “la Rivoluzione meridionale” compie 100 anni dalla pubblicazione. L’Associazione Dorso ha dedicato a quest’ultimo anniversario un programma speciale di eventi dal titolo “Sulle orme di Dorso” che celebra il pensiero del meridionalista irpino ancora attuale. Napoli – con i suoi 2500 anni di storia – da sempre un grande “emporio del Mediterraneo” e sempre più protagonista negli ultimi eventi a livello internazionale – ha dimostrato di potersi candidare a buon diritto quale una delle grandi capitali del Mediterraneo. La città può infatti oggi ben rappresentare un determinante punto di incontro, di dialogo e di confronto per una nuova dimensione euromediterranea e africana basata sulla cooperazione e sulla pace. Il progetto dell’Università “Federico II” di creare una Accademy mediterranea, la cattedra Unesco del Mediterraneo dell’Università Parthenope, i dialoghi mediterranei organizzati da ISPI che si terranno a Napoli, insieme al Premio Mediterraneo del Dorso, costituiscono assi portanti per far divenire Napoli e il Mezzogiorno uno degli hub strategici fondamentali. In questa direzione la cultura ha un suo ruolo fondamentale perché essa è capace di gettare ponti persino tra i Paesi in lotta tra loro costituendo un vero e proprio veicolo di pace in un momento di contrapposizioni e conflitti sempre più drammatici. Ed è in questo scenario che Napoli si candida a sede permanente dell’Unesco delle politiche culturali. Il nostro cinquantennale impegno culturale e civile – attraverso questa significativa occasione di confronto che abbiamo desiderato realizzare anche quest’anno, a Napoli, quale prologo prestigioso della 46° edizione del Premio Dorso – in programma al Senato della Repubblica il prossimo 9 ottobre – è diretto ad offrire nuove opportunità di dialogo e di fare sempre più rete tra i soggetti istituzionali e le stesse istituzioni culturali, cosi come Giorgio Napolitano, premio Dorso, in un memorabile incontro, ci esortò a realizzare. In questo impegnativo progetto ancora una volta abbiamo registrato la piena condivisione da parte del Comune di Napoli, nella persona del suo sindaco, Gaetano Manfredi e dell’Università “Federico II” nella persona del suo rettore, Matteo Lorito, ai quali va rinnovato il nostro più sincero e vivo ringraziamento. Un ringraziamento desidero anche rivolgere all’amico direttore del Mattino, Roberto Napoletano, già Premio Dorso nel 1999, che coordina il nostro incontro, con un rinnovato apprezzamento per il suo impegno in difesa e valorizzazione delle grandi potenzialità del nostro Mezzogiorno, nel più ampio contesto euromediterraneo. Un ringraziamento anche al prof. Salvatore Capasso che terrà una relazione sulle prospettive dell’area euro-mediterranea. Anche quest’anno la giuria del Premio Dorso ha indicato per l’assegnazione del riconoscimento due prestigiose istituzioni: l’Istituto Affari Internazionali e l’International Propeller Clubs. L’Istituto Affari Internazionali, rappresentato dal Presidente, ambasciatore Michele Valensise, da sempre analizza il contesto economico, sociale politico dell’area mediterranea di interesse strategico per l’Italia, aprendo anche alle nuove generazioni le opportunità offerte dallo studio delle relazioni internazionali. L’International Propeller Clubs, rappresentata dal Presidente Umberto Masucci, nella sua impegnativa azione associativa promuove la piattaforma logistica del Paese e del Mezzogiorno nel Mediterraneo e nel resto del mondo favorendo lo scambio di conoscenze tra imprese e istituzioni di altre nazioni che si affacciano sul Mediterraneo anche attraverso specifiche missioni di sviluppo. L’Associazione Dorso, con il Manifesto del Terzo Settore, prosegue nella sua azione tenace e lungimirante di costruzione di una rete associativa euromediterranea, auspicando che con il condiviso supporto delle Istituzioni si possa creare, a Napoli, una Casa del Mediterraneo del Terzo Settore, spazio aperto di scambi culturali e sociali, recuperando, anche attraverso questo percorso, la centralità nello scenario euro-mediterraneo del nostro Mezzogiorno.
Intervento di Francesco Saverio Coppola Segretario generale
“Per un Terzo settore Mediterraneo”

Da anni ribadiamo la necessità di unirsi per superare le individualità e favorire le azioni corali, accrescendo il potenziale di visione e di azione. Nel 2019 abbiamo dato vita ad una alleanza degli Istituti meridionalisti, A.I.M. Oggi con lo sguardo rivolto alle sponde del Mediterraneo e ai paesi limitrofi abbiamo ampliato questa nostra visione. Il percorso è arduo, ma il nostro cammino intrapreso cinquanta anni fa ci incoraggia. I nostri principi sono codificati nella la carta universale dei diritti umani, nella carta di Barcellona, ma anche in altre carte nel frattempo maturate come la carta araba dei diritti umani.
Il Mediterraneo è un unicum a livello della nostra Terra, in temini di biodiversità storica, etnica, culturale. Nei secoli il DNA dei popoli si è ricombinato e mescolato creando grandi civiltà e sviluppando la conoscenza tramite l’evoluzione dei linguaggi e della scrittura. Il rimescolamento e il linkage biologico e culturale ne ha fatto un ambiente adatto a sviluppare civiltà evolute che si perdono nella notte dei tempi. Un mare che ha sempre unito e mai diviso. Dice Braudel che mediterraneo è laddove germoglia la triade grano, vino e olio. Proprio l’olivo diventa simbolo di questo manifesto non solo come simbolo della mediterraneità, ma come simbolo di pace e resilienza. In questi anni abbiamo più esaltato le diversità che le comunanze, ne sono testimonianza i processi migratori e l’irrazionalità e anche la disumanità della loro gestione. Che fare. Per inizio 2026 prevediamo un Forum per vedere l’avanzamento di questo progetto di socialità e rete diffusa. Favoriremo in particolare la gestione dei processi migratori creando un ponte con le associazioni dei territori di provenienza dei migranti per favorire una filiera formativa multiculturale e multietnica, nel rispetto delle regole che ogni Paese si è dato e nel rispetto della dignità umana. Le reti sociali favoriranno le reti di imprese che dovranno ispirarsi agli stessi principi etici, riequilibrando i vari nodi delle catene del valore. Questo può essere realizzato, al di là delle derive politiche e di oligarchie di mercato, solo se riusciamo a creare delle reti di socialità fra i vari paesi. Il Piano Mattei pur se ambizioso trascura completamente gli aspetti culturali e sociali. Sempre più spesso il Mediterraneo lo abbiamo in casa con le diverse Comunità di immigrati che si stanno creando e crescendo.
Mettere in rete associazioni del nostro territorio con associazioni ed enti di altri Paesi è un obiettivo che l’Associazione Guido Dorso promuove. Fino ad oggi è prevalsa una visione utilitaristica, anche da parte dell’Europa, legata a finanziamenti di progetti, che hanno trovato la loro rapida obsolescenza, mentre si è investito poco nei fattori fondamentali di coesione e solidarietà. Invece noi proponiamo un percorso diverso basato sulla valorizzazione della cultura e dell’identità, non intesa come diversità ma come bagaglio e sapienza personale. Alla parola vicinato, presente anche in tanti documenti europei, vogliamo sostituire la parola prossimità. Abbiamo avviato contatti con molte realtà associative nel Sud Italia e in alcuni paesi dell’area mediterranea. Esistono molte realtà sparse e meritevoli che hanno realizzato delle best practices, occorre tuttavia lavorare su fattori di scala se vogliamo governare la complessità dei processi sociali e umanitari. L’obiettivo non è solo ispessire il tessuto amicale fra le diverse genti, ma anche favorire una formazione mediterranea sollecitando le Università e altri Enti di formazione italiane e di altri Paesi a creare dei percorsi formativi sulla mediterraneità (cibo, musica, letteratura, storia ecc). Grandi sfide ci attendono in un mondo soggetto a grandi trasformazioni geopolitiche e geofisiche, occorre un nuovo approccio sociale. In questo obiettivo di creare un hub di reti, il Mezzogiorno e Napoli possono essere degli apripista per collegarsi con le altre realtà mediterranee. Dovunque attecchiranno questi filari di viti sociali, verrà creata una “Casa del mediterraneo”, luogo simbolico, ma anche fisico di rappresentanza di interessi comuni. Una prima casa pensiamo di costituirla a Napoli e speriamo di avere con noi il Comune di Napoli e l’Università e altre Istituzioni.
L’intervento del direttore de “Il Mattino” Roberto Napoletano
La questione meridionale è oggi al questione europea

Il Premio Guido Dorso appartiene alla storia nobile del racconto meridionalista. Nel nome di Dorso, Nicola Squitieri e Francesco Saverio Coppola promuovono con grandissimo impegno questo nucleo fondante di pensiero che ha sempre guardato in avanti. Nel panorama di una narrazione pericolosamente convenzionale del Mezzogiorno, tramandata nel tempo, che ha documentato i ritardi reali di questa parte del Paese, favorendo una dinamica politica e sociale che ha ostacolato lo sviluppo di questi territori, il Premio Dorso rappresenta un’eccezione. L’apertura della sezione “Mediterraneo” è un passo coerente con la storia che stiamo vivendo. L’asse Est-Ovest con il gigante nano tedesco aveva finora dominato la geopolitica e dettato le regole dell’economia, mettendo al centro l’Europa del Nord. Oggi è cambiato tutto. I carri armati di Putin in Ucraina non hanno prodotto solo morte, ma hanno ridefinito le direttrici della geopolitica e della geoeconomia, per cui, di riflesso, la guerra delle materie prime ha rimesso in primo piano l’asse Sud-Nord. Il Premio Dorso ha colto questo cambiamento epocale in cui il Mezzogiorno d’Italia non è più periferia ma centro del mondo, non rappresenta più un problema ma un’opportunità, e la questione meridionale diventa oggi questione europea. L’Europa deve adottare una governance che faccia corrispondere la strategia all’operatività, e passare dallo stato adolescenziale a quello adulto; e l’Italia ha l’opportunità storica di guidare l’Europa in questo passaggio e dirigerla insieme agli altri Paesi fondatori verso questo profondo cambiamento. I dati demografici sono chiari: nel 2050 la popolazione mondiale conterà dieci miliardi di persone, di questi solo 900 milioni apparterranno all’Occidente. Occorre quindi intrecciare rapporti con il continente africano, con le sue risorse umane giovani, le sue ricchezze energetiche, ma con una logica che non sia predatoria; è necessario aprire un dialogo con l’Asia e con i continenti del futuro per una nuova governance mondiale che tenga conto che il 70% del mondo è costituito dai Paesi del Sud globale. In questa nuova sfida il Mezzogiorno d’Italia e Napoli possono diventare il motore di un processo di sviluppo che non va letto più in chiave meridionalistica ma nell’interesse di tutto il Paese e dell’Europa intera.
L’intervento del rettore dell’Università “Federico II” di Napoli, Matteo Lorito
Dal Mezzogiorno nuove rotte anche culturali per l’area mediterranea

Il Premio Dorso ha una sua valenza particolare ed è molto sentito da chi lo riceve. Partendo da un principio straordinario, dà voce, significato e visibilità a coloro che in questi anni non solo hanno rappresentato un’eccellenza del Meridione, ma che soprattutto hanno manifestato un costante impegno contribuendo alla crescita del Paese ed in particolare del nostro Mezzogiorno. La narrazione negativa che in passato i meridionali hanno dovuto subire oggi sta cambiando. Le testate dei quotidiani ci parlano del cambio di paradigma e del momento favorevole che stiamo vivendo. Il Premio Dorso ci accompagna in questa nuova fase storica anticipata con la testimonianza dei suoi premiati. La settimana scorsa abbiamo inaugurato alla Federico II il centro Megaride, attualmente il centro di supercalcolo più potente in Europa per utilizzo e applicazioni di intelligenza artificiale, un fratello minore del centro di calcolo Leonardo a Bologna. Questo asse Bologna-Napoli è di fondamentale importanza strategica per tutto il nostro Paese. Il Cineca e l’Agenzia per la Cybersicurezza hanno voluto investire di più di 50 milioni di euro a Napoli, individuando una reale e concreta opportunità di sviluppo e considerando anche tutto ciò che può nascere intorno a queste installazioni, dando vita ad un’eccellenza a livello europeo. Nuove rotte attraversano il Mediterraneo, non solo quelle commerciali o marittime, ma anche quelle culturali. Tutto il nostro Meridione ha una grandissima capacità formativa, e Napoli rappresenta una capitale del Mediterraneo con le sue università. E se oggi si parla di fuga di cervelli, si intende quella dei laureati. Gli studenti si laureano nelle nostre università ed entrano nel mercato con una eccellente preparazione, pronti ad essere accettati altrove. Da Tunisia, Algeria ed Egitto ci chiamano per aprire corsi di laurea, ma ci chiedono anche professori d’italiano, perché i loro studenti siano in grado di affrontare un percorso universitario qui in Italia. Per questo stiamo ragionando anche su come far nascere delle academy mediterranee, impostate su un modello condiviso con le grandi università del Mediterraneo.
L’intervento del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi
Napoli un polo di crescita per l’area mediterranea

Guido Dorso ci ha insegnato un meridionalismo non paternalistico, non piagnone, non alimentato in maniera assistenziale, ma capace di assumersi le proprie responsabilità, utilizzare le sue migliori risorse e garantire al Mezzogiorno il suo ruolo di grande leva di sviluppo per l’Europa e per tutta l’area del Mediterraneo allargato. Per tanti anni questa idea in cui tanti di noi si sono riconosciuti è sembrata una predica nel deserto, si credeva impossibile un cambio di passo del Mezzogiorno malgrado le tante energie e competenze impiegate. Una terra che faticava, stentava, seguendo un destino che appariva ineluttabile. Adesso i numeri ci dicono che questa tendenza si è invertita; le grandi istituzioni italiane e internazionali sono finalmente giunte alla consapevolezza che il Sud rappresenta una risorsa fondamentale per lo sviluppo, e soprattutto noi cittadini meridionali ci siamo resi conto che è il momento di mettere in campo idee e forze propulsive per colmare i divari ancora esistenti e far tornare il Mezzogiorno ad essere centrale nelle politiche di crescita dell’area euromediterranea. Credo che questo sia anche il grande merito che va riconosciuto al Premio Dorso ed ai suoi animatori che si sono sempre battuti su questa idea anche quando sembrava impossibile, operando con grande determinazione, capacità e passione coinvolgendo nel tempo tante energie positive del Sud che sono andate ad arricchire quel prestigioso albo d’onore del Premio di cui anche io ho avuto il privilegio di farne parte. Nei primi sei mesi di quest’anno Napoli è stata la città italiana con il maggiore incremento di presenze di turisti stranieri. Numeri altissimi di visitatori testimoniano un riconoscimento alla nostra città non solo da parte delle istituzioni ma anche di chi, arrivando a Napoli e nella sua area metropolitana, ha trovato un importante punto di riferimento, un luogo di opportunità, di competenze, di storia e di cultura. Credo che questo sia il tempo di un nuovo Sud, quello che Dorso auspicava, e quello che noi un po’ alla volta stiamo realizzando. Non ci resta che lavorare ancora, programmare e interpretare il futuro, per fare in modo che Napoli, la Campania e il Sud diventino un grande faro, un polo di crescita per tutta l’area euromediterranea. La reputazione internazionale della città e del territorio è cresciuta in maniera significativa. Anche l’assegnazione dell’America’s Cup è un piccolo segnale della nostra effettiva competitività. Adesso dobbiamo solo correre per vincere le tante gare che abbiamo davanti.
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