In un contesto complesso e sfidante come quello del Mezzogiorno, la scuola assume un ruolo che va ben oltre la trasmissione dei saperi, diventando luogo di crescita personale, inclusione e coinvolgimento attivo nel contesto sociale. Nel cuore di Napoli, il Liceo Scientifico Statale “Tito Lucrezio Caro” si conferma uno dei presidi educativi più dinamici e autorevoli del territorio. Alla guida dell’Istituto la Preside Carmela Nunziata, che negli anni ha saputo trasformare la scuola in uno spazio di dialogo, innovazione e partecipazione, coniugando attenzione alle esigenze formative degli studenti e un forte radicamento nel tessuto sociale e culturale della città. In questa intervista approfondiamo la visione della Dirigente, le strategie messe in campo per interpretare i cambiamenti della scuola contemporanea e il contributo del Liceo Caro al dialogo con la comunità partenopea.
Qual è la cornice culturale e formativa entro cui si inserisce l’azione educativa del Liceo Scientifico “Tito Lucrezio Caro”?
Oggi, la necessità di affrontare le sfide della società contemporanea impone a ogni individuo di orientarsi continuamente nelle scelte formative, professionali e sociali. La scuola moderna, in particolare l’indirizzo liceale, non può quindi limitarsi alla sola trasmissione del sapere, ma deve diventare un motore di valorizzazione e stimolo dei talenti e delle eccellenze individuali.
Qual è la specificità del percorso di studi del Liceo Scientifico tradizionale?
Il Liceo Scientifico tradizionale Tito Lucrezio Caro si configura come un percorso di studi fondamentale per chi mira a comprendere il nesso profondo e ineludibile tra cultura scientifica e tradizione umanistica. Non si tratta di una semplice giustapposizione di materie, ma di una vera e propria integrazione didattica volta a formare cittadini capaci di affrontare la complessità del mondo contemporaneo.
Quali obiettivi formativi guidano la programmazione didattica del liceo?
I principali obiettivi di apprendimento includono: formazione culturale equilibrata grazie all’acquisizione di una solida base sia sul versante linguistico-storico-filosofico sia su quello scientifico; connessioni del sapere attraverso la capacità di comprendere i nodi fondamentali dello sviluppo del pensiero (anche in prospettiva storica) e i nessi tra i metodi di conoscenza delle scienze sperimentali e quelli dell’indagine umanistica; riflessione filosofica e scientifica cogliendo i rapporti intrinseci tra il pensiero scientifico e la riflessione filosofica.
Come viene declinata concretamente tale visione metodologica nella pratica didattica?
L’apprendimento e l’orientamento sono, in quest’ottica, una responsabilità condivisa che coinvolge attivamente la scuola, i docenti, le famiglie e tutti gli attori istituzionali e sociali che interagiscono con lo studente. Questa visione trasforma continuamente l’attività didattica che si realizza ponendo particolare attenzione: alle esperienze degli studenti, superando la mera trasmissione nozionistica; alla didattica laboratoriale, privilegiando il “fare” per apprendere; alla flessibilità, sfruttando la flessibilità di tempi e spazi e le opportunità offerte dall’esercizio dell’autonomia scolastica. Solo attraverso un approccio che pone lo studente al centro, valorizzandone le aspirazioni e le inclinazioni, è possibile favorire il pieno raggiungimento degli obiettivi formativi del curricolo e la realizzazione del potenziale di ciascun individuo.

Qual è l’articolazione dei percorsi PCTO attivati per l’anno scolastico 2025-2026?Nell’ambito dell’offerta formativa di orientamento elaborata dal Liceo Scientifico Tito Lucrezio Caro, si elencano i percorsi PCTO attivati per l’a.s. 2025-2026: “Il Caro Orienta”: valorizza le iniziative di orientamento che diverse Università e Imprese organizzano in accordo con il Liceo (tra cui PLS e Open Day); “Digital Skills”: percorso triennale da 90 ore con certificazione EIPASS; MEP (Model European Parliament): progetto certificato come PCTO, con cadenza annuale; “Orizzonti”: progetto dell’Università Federico II rivolto alle classi quinte; “Coding Girls”: attività per promuovere pari opportunità e competenze STEM; Progetti online in convenzione con aziende nazionali attivati nel pentamestre.
Quali ulteriori attività qualificano l’offerta formativa del liceo?
Nel 2024/2025, in occasione degli 800 anni dell’Università Federico II di Napoli, il nostro liceo ha partecipato alle celebrazioni programmate dall’Università, proponendo la produzione dell’elaborato “Se IO fossi Federico”. Nel 2025/2026 ha partecipato al Premio Frunzio indetto dall’Associazione Nazionale Magistrati e a progetti tematici con l’Università Federico II. Da due anni, inoltre, il liceo propone agli studenti delle classi quarte e quinte visite con attività laboratoriali presso il CERN di Ginevra. La scuola è ente accreditato Erasmus Plus e polo formativo nazionale per la transizione digitale del personale della scuola. Sono stati attivati progetti FSE, PON/POC, PNRR rivolti agli studenti per il potenziamento delle competenze disciplinari e trasversali, per valorizzare le proprie attitudini e acquisire un pensiero critico.
In un contesto in cui molti giovani del Mezzogiorno guardano altrove per costruire il proprio avvenire, quale ruolo può svolgere la scuola nel valorizzare i talenti locali e nel sostenere la continuità dei percorsi di crescita all’interno del territorio?
La scuola può rappresentare un presidio strategico per contrastare la tendenza alla dispersione dei talenti, offrendo opportunità formative qualificate e percorsi di orientamento che mettano in luce le eccellenze presenti nel territorio.
Favorire il dialogo con università, enti di ricerca e realtà produttive locali significa mostrare agli studenti che nel Mezzogiorno esistono possibilità concrete di crescita, innovazione e sviluppo professionale. Un liceo radicato nel territorio ha, inoltre, la responsabilità di far emergere capacità, inclinazioni e aspirazioni dei giovani, valorizzandole attraverso esperienze significative, attività laboratoriali, progetti di cittadinanza attiva e collaborazioni istituzionali.
In un contesto come quello meridionale, spesso segnato da fragilità socio-economiche ma anche da straordinarie risorse culturali, quale contributo può offrire un liceo del Sud nel recuperare fiducia nel valore dell’istruzione?
Un liceo del Sud può avere un ruolo determinante nel rafforzare la percezione dell’istruzione come strumento di emancipazione e mobilità sociale.
Attraverso un’offerta formativa di qualità, percorsi di eccellenza, progetti PCTO strutturati e collaborazioni con università ed enti istituzionali, la scuola dimostra concretamente che il percorso liceale consente di accedere a reali opportunità di successo personale e professionale. In un territorio ricco di patrimonio culturale e umano, il liceo può, inoltre, favorire una rinnovata fiducia nelle potenzialità della comunità, contribuendo a consolidare il senso di appartenenza e la consapevolezza che la crescita individuale possa essere anche crescita collettiva.
Alla luce delle trasformazioni economiche e sociali del Mezzogiorno, quale modello di scuola immagina per il futuro del Sud?
Il futuro del Mezzogiorno richiede una scuola che unisca innovazione, visione europea e radicamento territoriale. Occorre un modello che valorizzi le competenze digitali e scientifiche, potenzi la didattica laboratoriale, promuova percorsi interdisciplinari e rafforzi l’orientamento, sviluppando nei giovani pensiero critico, autonomia e capacità progettuali. Le politiche educative dovranno sostenere tale modello attraverso investimenti nella formazione dei docenti, nel rinnovamento degli spazi scolastici, nella cooperazione internazionale e nella creazione di reti tra scuole, enti di ricerca e imprese. Solo un’azione sistemica potrà trasformare la scuola in uno dei principali motori di sviluppo del Sud e del Paese.
Lorena Coppola
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