Nel 2026 il nostro Paese festeggia i primi 80 anni della Repubblica che, con il referendum del 2 giugno 1946, disse no alla Monarchia che per quasi un secolo aveva retto l’Italia. Lo ha ricordato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel suo tradizionale messaggio di fine anno agli italiani soffermandosi anche su quanto è stato realizzato in Italia in questi 80 anni. E’ stato un messaggio questa volta rivolto in particolar modo ai giovani esortandoli a prendere in mano il loro futuro e quello stesso del Paese. “Riflettere su ciò che abbiamo conquistato – ha affermato il Presidente Mattarella – è la premessa per poter guardare al futuro con fiducia e con rinnovato impegno comune anche per affrontare con serenità le sfide e le insidie del nostro tempo”. Rivolgendosi poi direttamente ai giovani che disertano sempre più le urne, il presidente della Repubblica ha affermato ”qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro, sentitevi responsabili come la generazione che ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna”. Un alto appello questo del capo dello Stato che ci auguriamo l’intera classe politica del nostro Paese voglia realmente accogliere e tradurre in atti e provvedimenti concreti. In questa direzione va soltanto ricordato che nelle nostre regioni del Mezzogiorno – nei due trienni 2017 – 2019 e 2022-2024 – le migrazioni dei 25-34enni italiani sono aumentate del 10%. Valorizzare il merito evitando l’esodo continuo dei nostri giovani con la fuga delle migliori energie resta quindi oggi un impegno d’onore della classe dirigente del nostro Paese realizzando così anche quella stessa coesione sociale tanto auspicata e sempre più lontana.
