Le Ville Vesuviane del Miglio d’oro: il turismo nel segno della grande bellezza

Intervista al Presidente della Fondazione Ville Vesuviane, Gennaro Miranda

In occasione della inaugurazione a Villa Campolieto a Ercolano della mostra “Pietra Viva” che resterà visitabile al 18 luglio, negli spazi attigui a quelli della mostra “dall’Uovo alle Mele” inaugurata il 28 marzo 2025 e aperta fino a dicembre dello scorso anno che, per il gran successo, è stata prorogata fino al 4 maggio 2026, abbiamo voluto cogliere l’occasione di intervistare Gennaro Miranda, Presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane. 

Gennaro Miranda, Presidente della Fondazione Ville Vesuviane

Presidente Miranda, nell’ambito della Fondazione che Lei presiede, cosa pensa di fare? Perché ristrutturare le ville è importante per conservare memoria e identità, ma in queste ville, oltre il restauro, cosa si intende realizzare ed in particolare Lei cosa desidererebbe realizzare?

“Come Fondazione Ville Vesuviane siamo impegnati su due asset strategici, da un lato la tutela e la conservazione e quindi per intenderci tutte le iniziative volte al restauro, alla tutela ed alla conservazione del patrimonio storico materiale, mentre l’altro asset strategico è la valorizzazione e la promozione. Noi siamo impegnati su questi due filoni strategici, tutela e conservazione quindi tutte le iniziative volte al restauro. In questo momento siamo impegnati su Villa Campolieto, con un intervento importante articolato a riaprire, per la prima volta nella storia, luoghi meravigliosi che sono stati sempre chiusi al pubblico e mi riferisco alla galleria borbonica che si trova esattamente sotto all’esedra monumentale ed i due cantinati. In più, un importante intervento di restauro del dormitorio, tutta l’area dove erano alloggiati i frati francescani ed ancora il mascherone storico che si trova all’ingresso di Villa Campolieto. Poi c’è una serie di interventi minori, ma come dicevo, riaprire al pubblico per la prima volta nella storia la Galleria Borbonica consentirà di potenziare in maniera importante l’offerta turistica e culturale di Villa Campolieto e stiamo lavorando di concerto con la Soprintendenza ABAP (Archeologia, Belle Arti e Paesaggio) di Napoli per ospitare, al termine di questi interventi di restauro che vedranno la riapertura di questi luoghi, un archivio storico monumentale. Perché, il tema è esattamente questo, dobbiamo aprire al pubblico gli spazi, ma dobbiamo riempire di contenuti i luoghi, perché occorre agire in un’ottica di marketing efficace in quanto i nostri competitor sono dei giganti del territorio. Abbiamo musei dei più importanti al mondo, abbiamo bellezze paesaggistiche straordinarie, il Vesuvio, la costa d’Amalfi, quindi in un’ottica strategica, come Fondazione Ville Vesuviane puntiamo a potenziare e qualificare l’offerta turistica e culturale”. 

 

In particolare oltre l’offerta museale, quali altre attrattive ed iniziative di accoglienza turistica Lei intende realizzare?

“Nell’ambito dell’asset valorizzazione, tante sono le iniziative che abbiamo realizzato. Sono molto orgoglioso perché abbiamo moltiplicato per dieci il numero di eventi culturali realizzati nell’ambito del consiglio di gestione che ho avuto modo di presiedere e siamo impegnati su rassegne culturali, presentazione di libri, mostre, convegni e soprattutto il tema è esattamente questo, noi dobbiamo riempire di contenuti questi luoghi meravigliosi”.

Mi scusi se l’interrompo nella presentazione dei suoi bei progetti, ma gradirei avere una sua visione sulle sagre e “sagrette” che poi si finisce ad ospitare in luoghi che sono di una dimensione storica e culturale ben diversa da quelli da potere adibire all’accoglienza di alcuni tipi di kermesse.

“La sagra può essere considerata come elemento assolutamente marginale, ma noi pensiamo ad un’offerta culturale di alta qualità e la mostra che ospitiamo contemporaneamente al piano nobile – ab ovo usque ad mala –  dall’uovo alle mele, in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano, come anche quella che oggi abbiamo inaugurata questa straordinaria mostra sul tema della lavorazione della pietra lavica “Pietra viva” le possono far notare il clima di grande fermento che stiamo vivendo come territorio. La chiave strategica del successo straordinario, del quale lei oggi può avere contezza e che stiamo vivendo in questo periodo, è esattamente in funzione della straordinaria strategia istituzionale che stiamo attivando con tutti gli attori del territorio. Abbiamo stipulato lo scorso anno un protocollo d’intesa con il Tribunale di Napoli e con il Tribunale di Torre Annunziata del quale abbiamo oggi ospite Nunzio Fragliasso, Procuratore Capo della Repubblica, intervenuto alla inaugurazione della mostra “Pietra Viva”. Abbiamo anche stipulato intesa con la direzione generale musei del Ministero della Cultura, abbiamo attivato il biglietto unico integrato con gli Scavi Archeologici di Ercolano, facendo qualcosa che a mio avviso era anche abbastanza semplice, ma che nessuno fino ad ora aveva pensato di realizzare. Sempre in un’ottica di potenziamento della l’egida di operazione di marketing, abbiamo attivato, senza non poche difficoltà come lei prima accennava perché il territorio è complesso, ma a noi non manca l’entusiasmo, la forza e penso anche la professionalità. Soprattutto, un aspetto del quale sono molto orgoglioso è che gli attori del territorio stanno accogliendo il nostro invito a collaborare insieme, perché solo mettendo insieme tutti gli asset del territorio si riesce a raggiungere risultati considerevoli. Oggi ad esempio in occasione del ricevimento offerto agli ospiti per l’inaugurazione della mostra “Pietra Viva”, anziché coinvolgere un qualsiasi operatore economico, abbiamo coinvolto i giovani alunni del locale istituto alberghiero Tilgher, quindi vedere i ragazzi di 16, 17, 18 anni impegnati concretamente a supportare i nostri progetti ci rincuora e ci esalta ad impegnarci sempre più per le giovani leve. Abbiamo poi tantissime iniziative per i giovani come il progetto di cui sono molto orgoglioso denominato “Green grass” finalizzato a valorizzare le eccellenze del territorio nel settore del corallo e del vintage, perché il tema della sostenibilità ambientale, va declinato in azioni concrete ed operative. All’uopo abbiamo già attivato laboratori creativi con i giovani per sensibilizzarli sul tema della sostenibilità ambientale, sul così detto “foot green” cioè il ridurre l’impronta ecologica che lasciamo sul territorio. Quindi stiamo mettendo in opera tante iniziative concrete finalizzate a coinvolgere in maniera attiva i giovani. Un motto che piace tenere sempre presente, è che i giovani devono vivere da protagonisti questi luoghi, queste ville. Sul tema della tutela e della conservazione, in questi giorni siamo impegnati in un importante progetto di restauro di Villa delle Ginestre, a Torre del Greco, la villa di Giacomo Leopardi, interventi che contiamo di terminare il 29 giugno in occasione della data del compleanno del gran poeta, finalizzato a dare un nuovo corso di vita di Villa delle Ginestre, che inaugureremo con un concerto di rilevanza nazionale”. 

Siete collegati, quali collegamenti avete come Fondazione, con il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Portici che fu destinatario, nel 2008,in Senato, della Targa del Presidente della Repubblica nell’ambito della 29/ma edizione del Premio internazionale “Guido Dorso”promosso dalla nostra rivista? 

“E’ in atto una felice sinergia con l’Università Federico II, Villa delle Ginestre è di proprietà della Federico II, quindi la collaborazione ed azione combinata tra Fondazione Ville Vesuviane e Università che è un nostro partner privilegiato e di assoluta rilevanza, di fatto è fortissima e tante sono le iniziative che realizziamo insieme. Infine mi piace mettere in evidenza che, per la prima volta nella storia, lo scorso anno abbiamo organizzato il Festival delle Ville Vesuviane, coinvolgendo tutti i comuni del Miglio d’Oro. Perché io non sono il presidente di Villa Campolieto, ma sono il presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane e quindi l’obiettivo è quello di riuscire a coinvolgere tutto questo straordinario territorio sul quale sono dislocate le 122 ville vesuviane. Per la prima volta nella storia il Festival delle Ville Vesuviane è stato realizzato in tutti e cinque i Comuni del Miglio d’Oro, quindi Napoli, San Giorgio, Portici, Ercolano e Torre del Greco, unendo in un ideale abbraccio di cultura e bellezza tutto il Miglio d’Oro”.