Eccellenza, innovazione e sostenibilità: la sfida dell’Agraria di Portici

Intervista al Prof. Danilo Ercolini, Direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II a Portici e Premio “Guido Dorso”

di Giuseppe De Girolamo

Un prestigioso riconoscimento scientifico e una visione chiara per il futuro dell’agroalimentare nel Mezzogiorno. Il Professor Danilo Ercolini, Direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II a Portici, accoglie il Premio Internazionale “Guido Dorso” — consegnato nella Sala Zuccari del Senato — come un traguardo condiviso e un segnale forte del valore della ricerca svolta sul territorio.

«Il prossimo 8 ottobre, prof. Ercolini, Lei riceverà presso la Sala Zuccari del Senato il prestigioso Premio Internazionale “Guido Dorso”. Come accoglie questo riconoscimento e qual è il significato che attribuisce a un premio così legato allo sviluppo e al valore scientifico del nostro territorio?»

«I premi fanno sempre molto piacere e rappresentano una conferma del tempo ben impiegato», dichiara Ercolini. «Quando l’impegno nella ricerca e nella gestione viene riconosciuto all’esterno, la soddisfazione è ancora più grande: è la prova che il lavoro svolto arriva concretamente alla comunità».

Prof. Danilo Ercolini, Direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II a Portici

Sotto la guida di Ercolini, nel corso del suo secondo mandato, il Dipartimento di Agraria ha vissuto una profonda trasformazione, consolidandosi come Dipartimento di Eccellenza a livello nazionale e internazionale. Un percorso sostenuto da importanti investimenti — oltre 10 milioni di euro — destinati all’ammodernamento delle infrastrutture e all’acquisto di apparecchiature all’avanguardia. Quali progetti prioritari intende realizzare sul piano operativo e scientifico?

L’obiettivo strategico prioritario è trasformare la sede di Portici in un vero e proprio hub scientifico, didattico e culturale focalizzato sulla sostenibilità del settore agroalimentare, fornendo risposte concrete alle sfide globali legate al cambiamento climatico e alla transizione ecologica.

I traguardi raggiunti finora abbracciano ricerca, territorio e didattica. Tra le novità più rilevanti spiccano l’attivazione di un nuovo corso di laurea internazionale di grande successo e un coinvolgimento diretto degli studenti nelle scelte dell’istituto. Un esempio simbolico è la recente realizzazione dell’”Aula Bosco”, uno spazio didattico all’aperto co-progettato dagli studenti stessi attraverso le loro tesi di laurea.

«Rispondere alle sfide globali richiede una vera task force multidisciplinare», sottolinea il Direttore. «Dalla matematica per gli algoritmi alla genetica, dalle tecnologie alimentari alla sensoristica: nessun settore può essere tralasciato». Un approccio a 360 gradi in grado di generare innovazione per il tessuto produttivo ed economico del Paese, contribuendo a mantenere il comparto agroalimentare tra i pilastri del PIL nazionale.

Infine Le chiedo: Quali nuove competenze ritiene fondamentali per gli agronomi e gli scienziati del futuro, e come si sta evolvendo la didattica del Dipartimento per integrarle?

Guardando alla formazione delle figure professionali del futuro, la parola chiave per il Prof. Ercolini è “flessibilità”. L’offerta formativa dell’ateneo si sta evolvendo rapidamente per integrare competenze digitali, informatiche e ingegneristiche, adattandosi con prontezza alle nuove esigenze delle aziende e del mercato del lavoro.